Cina digitale, a che punto è la tecnologia nella terra di mezzo?

Nelle principali città italiane sono comparse da qualche tempo delle biciclette argento con dettagli arancioni, si tratta della flotta appartenente a Mobike. Ma penso che questo lo sappiate già. Probabilmente non sapete però che questa azienda è cinese ed è solo una delle tante innovazioni che provengono dall’estremo oriente.

Negli ultimi anni l’ecosistema digitale cinese è cresciuto a ritmi serrati, tanto da diventare parte integrante della quotidianità delle persone, ancora più di quanto avviene in occidente. Basti pensare a quanto ammontano gli acquisti effettuati dalla popolazione cinese sugli ecommerce. Secondo un report di McKinsey, il valore delle transazioni cinesi online supera quello di Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e USA messi insieme.

Non c’è dunque da stupirsi se la Cina è uno dei principali investitori nelle tecnologie digitali come Big Data, Intelligenza Artificiale, veicoli autonomi, stampanti 3D, robotica e droni.

 

L’ecosistema digitale cinese

Quando pensiamo alla Cina, pensiamo a qualcosa di completamente diverso da quello a cui siamo abituati tutti i giorni. Le tradizioni, la cultura e più in generale il modo di lavorare e di vivere sono molto diversi dai nostri.

Ciò è vero anche per quanto riguarda l’ecosistema digitale. Pensate a quali App usate sui vostri Smartphone: Facebook, Instagram, Google, Whatsapp? Sui dispositivi cinesi non esistono.

Il loro panorama digitale è quindi completamente differente dal nostro e, fino a poco tempo fa, poteva essere riassunto con l’acronimo BAT, ossia Baidu, Alibaba e Tencent. Rispettivamente i colossi di motori di ricerca, di ecommerce e di Social Media.

Ogni servizio online che vi può venire in mente, ha un “gemello” cinese:

• Google e Baidu

• eBay e Taobao

• Amazon e JD.com

• Groupon e Meituan

• Uber e Didi

 

Perché le imprese digital occidentali non riescono a entrare in Cina?

La censura imposta dal governo cinese, definita anche come “Great Firewall”, è solo una delle motivazioni. Forse neanche la principale.
Le motivazioni sono ben più radicate e complesse. Secondo un articolo della testata Harvard Business Review alcune di queste sono:

• Mancanza di comprensione del mercato cinese

• Gestione inadeguata delle relazioni con autorità e governo

• Tentativi fallimentari di imporre modelli di business globali non adatti al mercato cinese

• Fallimento nell’estrema competizione

• Fallimento nella gestione delle relazioni con i partner locali

• Imposizione di piattaforme tecnologiche sviluppate per altri mercati

• Strutture organizzative troppo centralizzate che hanno portato a lenti processi decisionali

Generalizzando, si potrebbe affermare che le aziende digital occidentali sono incorse in problemi di comprensione del mercato e della cultura cinese.

Qualche esempio concreto?

Nel 2014 Uber entrò formalmente nel mercato cinese, con una mossa finanziaria da miliardi di dollari volta a conquistare una fetta di mercato. Nel 2016 vendette la sua filiale cinese alla Didi Chuxing Technology Co. e uscì dal mercato.

Un altro esempio: nel 2015 Airbnb arrivò in Cina. Nel 2017 tramite questo servizio era possibile scegliere fra circa 150.000 stanza, mentre il leader cinese Tujia.com offriva una scelta di ben 650.000.

Cosa dobbiamo sapere sul mercato digitale cinese per iniziare a capirlo un po’ meglio? Basta partire dalle basi, ossia dai fattori scatenanti di questa realtà.

 

I fattori di crescita del mercato digitale cinese

McKinsey nel suo report “China’s digital economy. A leading global force” definisce tre fattori principali che hanno determinato la crescita di un ecosistema digitale florido e completamente diverso dal nostro:

1. Caratteristiche del mercato

2. Struttura della competizione

3. Supporto delle autorità e del governo

 

Caratteristiche del mercato

Quando internet ha fatto la sua comparsa, il tessuto industriale occidentale e quello cinese avevano due livelli di maturità molto differenti. In Europa e in America le industrie erano già fondate su solide basi, mentre in Cina molti bisogni dei consumatori non erano soddisfatti.

Internet e la tecnologia sono stati lo strumento più efficiente per colmare questo divario. Un esempio fra tutti è la diffusione degli ecommerce. Grazie a questa tecnologia anche le zone che non erano servite da negozi fisici possono oggi ottenere i prodotti desiderati.

Inoltre, la dimensione del mercato è tale da permettere di testare e affermare in breve tempo i nuovi modelli di business tecnologico su larga scala.

 

Struttura della competizione

Inizialmente il mercato digitale cinese poteva essere definito tramite l’acronimo BAT: ogni azienda deteneva il monopolio del suo settore. Tuttavia oggi la situazione è cambiata.

Baidu, Alibaba e Tencent hanno esteso i loro confini al di fuori del settore da cui erano partiti, permettendo così anche ad aziende più piccole di entrare nel mercato per soddisfare i bisogni particolari dei consumatori.

 

Supporto delle autorità e del governo

Il governo cinese consente alle aziende di sperimentare i nuovi modelli di business attivando solo dopo un determinato periodo di tempo delle norme regolamentari. In questo modo le aziende hanno la possibilità di testare le nuove tecnologie senza il rischio di incorrere in sanzioni.

Inoltre il governo supporta la digitalizzazione del paese come investitore e consumatore, come ha dimostrato con la manovra “Internet Plus” a favore dell’integrazione di internet, cloud computing, big data e IoT nelle industrie tradizionali.

 

Con questi presupposti, la Cina sembra destinata a diventare uno degli stati più influenti sulla scena internazionale per quanto riguarda l’innovazione tecnologica. Sta a noi decidere se lasciarci ispirare da questo spirito di innovazione e sperimentazione.